Argento vivo

Lucente, malleabile, prezioso, brillante: è proprio come l’argento il nuovo romanzo di Malvaldi, sorprendente per invenzione, arguzia, ironia. La vicenda ruota attorno a un doppio furto, quello di una Peugeot 206 color argento e quella di un computer portatile del medesimo colore. E di una doppia coppia – Paola e Giacomo e Letizia e Leonardo – le cui vicende si aggrovigliano e si sciolgono a corrente alternata. È stata svaligiata la villa di Paola e Giacomo, lui è uno scrittore in crisi di idee che con il portatile che gli è stato sottratto ha perso l’unica copia del romanzo che stava scrivendo e ancora da terminare. Il ladro si è servito dell’automobile di Leonardo, informatico sbadato e lettore bulimico, che recuperando dopo qualche giorno la Peugeot, vi scopre, nascosto sotto il sedile, un computer portatile argentato che non gli appartiene. Prima di restituirlo ci sbircia un po’ dentro e mentre si appassiona al la vicenda del romanzo che trova nel portatile, si indispettisce per la banalità di alcune soluzioni narrative, per la piattezza dei personaggi. Da lettore esigente quale è, prende a correggere e ad aggiustare qua e là, tempestando di telefonate – anonime s’intende – l’ignaro Giacomo.
Tutto gira vorticosamente, come in una giostra, i fatti si rincorrono e si avviluppano senza sosta e Malvaldi, con capacità inventive fuori dall’ordinario, conduce il gioco con grande divertimento suo e dei lettori.
Argento vivo è un romanzo unico, che ha il sapore di una commedia shakespeariana e del teatro classico, attraversati però dalle atmosfere di casa nostra.

Un pensiero su “Argento vivo

  1. Toglietemi un dubbio, vi prego. A pag. 67 del libro, e poi ancora a pag. 82, Giacomo asserisce di aver salvato l’unica copia del suo romanzo sul computer fisso; ma poi, Leonardo se lo legge sul pc portatile lasciato nella Peugeot da Costantino. Mi son persa qualcosa per strada? …

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