Cifratura R.S.A.

Cifratura R.S.A.

 

Malvaldi ne parla in “Cose che non puoi capire” racconto tratto dalla raccolta “Non ombre nei puri silenzi”Igea e psiche. Racconti di vita sospesa.

Lo scopo della cifratura è quello di far comunicare tra loro due persone senza che nessuno sappia cosa si siano dette. I sistemi di cifratura erano soliti utilizzare un modello che prevedeva una singola chiave sia per cifrare che per decifrare i messaggi.

Questo modello presentava delle difficoltà per le comunicazioni a distanza, e per questo motivo nel 1975 Diffie ed Hellman ebbero un’idea rivoluzionaria.

I due scienziati ipotizzarono la creazione di due chiavi: una pubblica, conosciuta da tutti che ha lo scopo di cifrare i messaggi, e una privata, segreta che serve a decifrare i messaggi.

E’ tutto perfetto ma ora è necessario individuare un modello matematico che permetta di creare le due chiavi e che impedisca di trovare quella privata conoscendo la chiave pubblica.

Il modello matematico fu realizzato pochi anni dopo, nel 1978, quando i tre scienziati Rivest, Shamir e Aderson realizzarono un algoritmo che utilizzava funzioni matematiche praticamente invertibili.

L’algoritmo si basava sulle proprietà dei numeri primi, in particolare sul fatto che sono molto facili da moltiplicare tra loro, ma dato un numero è molto difficile trovare i numeri primi che moltiplicati tra loro diano quel numero.

E’ stato più volte provato a forzare la cifratura R.S.A. ma sono stati necessari mesi e mesi di lavoro coordinato da parte di vari istituti di ricerca per decifrare un codice molto semplice.

Niccolò Bertelli

 

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