Lavinio Ricciardi

Ecco la recensione di Lavinio di Argento vivo  www.circololeopardi.ilcannocchiale.it

e    di MILIONI DI MILIONI

Ho avuto modo, insieme ad altri del Circolo dei  Lettori di Villa Leopardi, di presenziare alla presentazione del libro da parte del suo autore. Se il libro è divertente, ancor più lo è stata la presentazione dell’autore, che – con colorito linguaggio della sua terra – ha raccontato, per la gioia di tutti i presenti, ma dei lettori in particolare, la storia del libro, cominciando dalla descrizione degli ingredienti impiegati per scriverlo. Immagino che ciascuno di coloro che leggono la presente nota si chieda: “Ingredienti? Quali ingredienti  possono servire ad un autore per scrivere un libro, se non la sua mente e la sua fantasia?”  Neppure io avrei saputo raccontare come nasce l’idea del libro nella mente dello scrittore in modo così divertente e intrigante come quello che ha usato Marco Malvaldi nella sua presentazione. E’ partito dai personaggi, per arrivare al paese, passando naturalmente (senza soffermarsi molto) al delitto che è al centro della storia. Una delle caratteristiche più divertenti è stata proprio la descrizione del paese, ispirata a quella di un paese realmente esistente ma non situato nei pressi di dove lo scrittore vive, e cioè nel Pisano. Il paese reale cui Malvaldi si è ispirato è – se non ricordo male – in Veneto. O forse no, è in Toscana. Ma il paese reale è proprio come è stato descritto Montesodi Marittimo, tutto su un’erta di due chilometri , con le case a bordo strada.  Un’altra cosa divertente è l’ “analisi numerica”: in tre punti del romanzo, all’inizio, a poco meno di metà e alla fine, c’è un capitolo che ha sempre lo stesso titolo “Tanto per dare un’idea” è contiene dei numeri che rendono le faccende di cui si parla più “chiare”. E lo stesso titolo del romanzo, che – come il lettore vedrà – è riferito alla neve, si basa su un numero infinitamente grande. La storia poi si svolge in modo piano, con una serie di gag divertenti (per tutte quella della “vegetariana” protagonista, Margherita) ma con un racconto di ottima leggibilità. Anche gli appassionati del ciclo del Bar Lume (che a detta dell’autore riprenderà presto) non resteranno delusi. Com’è mio costume, non mi dilungherò oltre a svelare i dettagli del romanzo (del quale ho solo citato qualche particolare), che senz’altro risulterà di interesse non solo per i tradizionali amanti del giallo e del noir, ma anche ai lettori che si imbattessero per la prima volta nelle storie di Malvaldi. L’autore dice che ritiene suo miglior romanzo “Odore di chiuso”, ma io propendo per il passaggio della palma di migliore proprio a quest’ultima opera dello scrittore pisano. Va letto.

Roma, dicembre 2012                                                                                                                                                                                                                                                                    Lavinio Ricciardi

Grazie!

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