L’infinito tra parentesi

infinitoLa poesia della scienza, ma anche la scienza della poesia: tu chiamale, se vuoi, induzioni. «Di colpo, una lampadina ti si accende in testa: vedi un’analogia tra un aspetto del mondo reale e un altro che apparentemente sembrerebbe non entrarci una beneamata cippa. E tutto cambia, acquistando un senso nuovo. Pitagora, quando s’illuminò d’immenso, disse “Èureka”. Einstein definiva “induzioni” tali accensioni della corteccia cerebrale. Quando uno fa scienza teorica, è per induzioni che procede. Ecco…

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