Biografia

Marco Malvaldi è nato a Pisa il 27 gennaio 1974, e ha sempre vissuto a Pisa, a parte una breve parentesi in Olanda.

E’ un tipo eclettico, dopo la laurea in chimica, e contemporanei studi di conservatorio, ha provato a fare il cantante lirico. Ma ha abbandonato dopo poco e si è rimesso a fare il chimico. Dopo poco ha cominciato a scrivere. Le sue storie nascono dal trovare dei modelli semplici che siano in grado di rappresentare una certa situazione umana in modo efficace. In partenza pensa ad un gioco, e tenta di trovare una storia che sia adeguatamente simile al gioco in questione.

Nel suo primo libro, la briscola in cinque era una sorta di metafora della trama di un giallo; in questo gioco, le squadre sono formate a seconda delle carte che ognuno ha in mano. Il mazziere gioca in coppia con la persona che ha in mano una determinata carta, e contro tutti gli altri. Dei cinque giocatori, uno solo sa come sono formate le squadre, e deve mentire e fare di tutto per non farsi scoprire. Per contro, gli altri per scoprirlo devono trovare delle incoerenze nel suo modo di giocare. Esattamente come in un’indagine poliziesca: se tutti dicessero la verità, si potrebbe chiedere ai sospettati se sono colpevoli, però il giallo finirebbe a pagina tre. I suoi personaggi sono un misto di persone reali e fantasia. Il primo romanzo l’ha scritto per puro divertimento, nei momenti di calma, e mettendoci circa quattro anni. Il secondo è stato scritto in nove mesi, in un periodo personale non esattamente esaltante. il primo più umoristico rispetto al secondo che ha una storia un po’ più intrigante. Oltre ai gialli, è appassionato di poesia (Dante e Shakespeare su tutti, e tra i contemporanei Kavafis e Gozzano) e di umoristi inglesi (Wodehouse, Jerome, Adams).

Samantha Bruzzone è nata a Genova l’8 febbraio del 1974 e ha felicemente vissuto fino ai 18 anni a Venturina (provincia di Livorno ma principalmente alta Maremma).
Dopo il Liceo Classico, ha avuto la splendida idea di iscriversi alla facoltà di Chimica dell’Università di Pisa. E così, dal 1992 è diventata una pisana ‘piovuta’, come direbbero
nel paese in cui attualmente abita, cioè Vecchiano. Nell’ameno Dipartimento di Chimica, non si rende conto che, tra tanti rischi segnalati da infiniti cartelli su sostanze tossiche e valvole di gas strani, il maggior pericolo è quello che non ti aspetti: un tipo dall’aspetto trasandato, magro e allampanato, che si fa notare per la simpatia e la dolcezza, molto più interessante di ogni spiegazione scientifica. E così finisce dottoressa in Chimica e sposata con il nostro Marco.
Dopo un dottorato in Scienze Chimiche, diecimila borse di studio e assegni di ricerca nel 2012 decide che può bastare così e, essendo stata un teorico, abbandona la tastiera.
Attualmente si occupa maldestramente di organizzare gli appuntamenti di Marco e di leggere, rileggere e trileggere quello che lui scrive oltre a cercare di addomesticare Leonardo, nato nel 2009 che è dolce come il babbo ma scatenato come doveva essere nonno Ampelio da piccino.

 

17 pensieri su “Biografia

  1. Ho letto ed apprezzato tutti i libri di Malvaldi ma pur chiamandomi allo stesso modo qualcosa mi divide dal proprietario del barLume oltre all’età (sono più vecchio), io sono nato a LIVORNO!!!

  2. Ho letto tutti i libri… belli e divertenti!!!!
    Massimo: un grande… e i vechietti… veramente TREMENDI!!! :D
    Grazie per rendere buono il tempo libero dedicato alla lettura.

  3. “matura” insegnante di chimica e biologia, reduce da un anno difficilissimo dice grazie a malvaldi: anche nei momenti più cupi, leggendo i libri di malvaldi sono scoppiata a ridere. Giovedì 24 ottobre Malvaldi è a Novara e io sarò in prima fila con un grazie e una domanda che non avrò il coraggio di porre.

  4. Buongiorno,

    è possibile contattare per e-mail lo scrittore o chi lo segue per le presentazioni dei suoi libri?
    Vorremmo fargli una proposta di aperitivo con l’autore.

    Grazie per l’attenzione!

    Cordiali saluti

    Giulia Bennati

  5. Mi associo alla schiera di fan sfegatati di Marco Malvaldi nel fargli tantissimi complimenti per i suoi libri. Mi fa inoltre molto piacere scoprire che almeno sui libri esiste qualcuno con cui condividere gran parte delle mie convinzioni, tipo ad esempio sulla religione, ossia il mitico Massimo Viviani…
    Inoltre appoggio e approvo incondizionatamente l’ interesse dell’ autore per Primo Levi (io preferisco “La chiave a stella”) e la sua collaborazione con il Cicap: evviva!, un po’ di scienza in questa nazione di apprendisti stregoni e incantatori! Buon lavoro e grazie ancora per i suoi libri. Saluti

  6. Mi chiamo Tiziana, non ho gli attributi ma moltissima età i più della storica barista del BarLume……che dire: sono affascinata, in particolare dal connubio tra le espressioni toscane dialettali e l’italiao forbito e colto, oltre alle battute post moderne: grazie per la bellezza ed il divertimento ed anche per le ore di sonno perse per andarsi a sedere al BarLume all’Happy our per sbirciare in realtà il tavolo tremendi pensionati!!!!!

  7. Dottor Malvaldi, sono una sua fan italo-australiana; ex docente universitaria di italianistica, ho imitato Massimo Viviani e ho abbandonato l’universita’ per riciclarmi in un lavoro meno prestigioso ma piu’ soddisfacente (non come barista, ma come interprete comunitaria). Vorrei parlare di “Odore di chiuso” a un convegno sulla giallistica italiana a Melbourne il prossimo novembre, e mi chiedo se sarebbe possibile incontrarci. Saro’ in Italia per sei settimane in settembre-ottobre, in parte impegni familiari (a Rimini) e in parte ricerche (a Milano, Torino e Roma). Le andrebbe di incontrarmi a Firenze (magari alla stazione?!) il 3 ottobre oppure il 12 ottobre? Se non puo’, e se non le viene in mente altro, forse potremo comunicare tramite posta elettronica. Cordiali saluti.

  8. Sono un maturo ingegnere nucleare con due peculiarità: non ho mai esercitato la professione – votando contro le centrali in entrambi i referendum – e leggo volentieri i tuoi libri (spero che non troverai eccessiva la confidenza del “tu”). Se ne hai voglia, vorrei che mi spiegassi meglio un particolare che ho rilevato ne “La carta più alta”. Come ha fatto l’ing. Ladia Carratori a imbibire il padre di acqua pesante durante il soggiorno in clinica di quest’ultimo? I seri malesseri della vittima, infatti, sono cominciati durante il ricovero, prima ancora che a casa. Ho capito male o resta davvero da chiarire questo dettaglio, sia pure da considerarsi come un epsilon piccolo a piacere rispetto al complesso della trama? A dire il vero, avrei rilevato qualche altro epsilon presente nelle soluzioni dei tuoi gialli: se vorrai potremo discuterne ancora.

    Grazie e … attendo un nuovo libro ambientato a Pineta, prima che i vecchietti o, meglio, io stesso si tiri le cuoia.

  9. Buongiorno a tutti! Sono una giovane laureata in Matematica, appassionata di libri e musica. Ho conosciuto i libri di Marco Malvaldi “casualmente”; infatti, “La briscola in cinque” è stato proposta come lettura consigliata nel gruppo di lettura di cui faccio parte. Da lì ho cominciato ad informarmi sull’autore (l’idea del barista matematico mi incuriosiva), e ho notato che con l’autore ho alcuni punti in comune: laurea scientifica, passione per la musica (suono il clarinetto da 11 anni), passione per la ricerca in ambito scientifico.

    Allora la mia domanda è: come si fa a diventare scrittori come Marco? Sono necessari Master e corsi di giornalismo ecc., o è “sufficiente” una grande dote naturale?
    Grazie in anticipo!!

  10. Caro Dr. Malvaldi,

    ho letto il suo “Il gioco delle tre carte” e mi è piaciuto moltissimo! Sarei veramente felice se volesse partecipare ad una serata rotariana nel mio Club di Empoli, del quale l’attuale presidente, per tenere una conferenza sulle sue opere. E’ possibile parlarne?
    Con sincera stima, La saluto cordialmente.

    Fabio Fondi

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